Superstizioni in Italia: Italian superstitions

Quante volte abbiamo detto o sentito dire: “Porta male”? Con questa frase dimostriamo di essere un popolo di superstiziosi, cioè crediamo che cose o eventi influenzino negativamente o positivamente la nostra vita. Le superstizioni hanno un’origine antichissima; addirittura, pare che sia stato l’uomo di Neanderthal a creare la prima superstizione e, da quel momento, le superstizioni non ci hanno mai abbandonato. Ma quali cose o eventi “portano male” nella cultura italiana?

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1) Gatto nero che attraversa la strada

Se un gatto nero attraversa la strada che stai percorrendo significa che ci sono guai in arrivo. L’idea che il gatto nero porti sfortuna risale al Medioevo, quando il gatto nero era considerato il compagno fedele di streghe e fattucchiere; secondo un’altra ipotesi, i gatti neri venivano imbarcati sulle navi dei pirati, perché potevano meglio mimetizzarsi al buio per dare la caccia ai topi. Quando, poi, i pirati si fermavano nelle città per saccheggiarle, i loro gatti vagavano per le città. Vederli era quindi presagio di sventure.

Per quanto riguarda la credenza della sfortuna legata all’attraversamento della strada, questa è probabilmente nata in seguito al fatto che se, in epoche passate, quando le strade non erano ancora illuminate, un gatto nero tagliava la strada a uomini a cavallo, questi rischiavano di cadere, come conseguenza dello spavento procurato al cavallo.

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2) Passare sotto ad una scala

Passare sotto una scala poggiata al muro sarebbe di cattivo augurio. Per ricercare l’origine di questa credenza, dobbiamo tornare indietro nel tempo fino agli antichi egizi. La scala poggiata al muro crea l’immagine di un triangolo, figura considerata sacra proprio dagli egizi. Passarci sotto significava “rompere” questa figura e, quindi, scatenare la rabbia degli dei. L’idea non perse la sua credibilità nella successiva epoca cristiana: il triangolo si collegava alla trinità e, per lo stesso motivo, passarci sotto significava andare a frantumarne l’unità. Secondo altre ipotesi, la scala appoggiata al muro ricorderebbe il patibolo e per questo sarebbe segnale di cattiva sorte. Le scale, inoltre, si utilizzavano in epoca medievale per assalire i castelli. I soldati che reggevano le scale si trovavano in una posizione delicata; infatti, per difendere il castello, venivano versati, oltre le mura, liquidi bollenti che andavano a colpire i malcapitati che si trovavano sotto le scale.

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3) Rovesciare il sale a tavola

Questa credenza nasce dal valore che aveva in passato il sale. Oltre che per conservare il cibo, il sale era usato per combattere le carenze di sodio e potassio, quindi rovesciarlo equivaleva a sprecare un prezioso alimento. Il sale era anche considerato magico e nel Medioevo era usanza tracciare linee di sale fuori dalla porta di casa, per tenere alla larga spiriti maligni. Si credeva, infatti, che, così facendo, gli spiriti avrebbero dovuto contare i granelli di sale uno ad uno prima di riuscire ad entrare. Non dobbiamo dimenticare, inoltre, che, in passato, i soldati venivano pagati con il sale e da qui abbiamo la parola “salario”, che significa “stipendio”. Che fare dunque se per sbadataggine ci capita di versare del sale a tavola? Basterà gettarne un pizzico dietro alla spalla sinistra per annullare la sfiga, almeno così pare!

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4) Rompere uno specchio

Si dice che rompere uno specchio porti sette anni di guai. La credenza ebbe origine nell’antica Roma. A quell’epoca gli specchi erano oggetti di valore (sulla base, prima di poggiarci il vetro, veniva spalmato uno strato d’oro o argento come riflettente) e romperne uno era una grave perdita economica che prevedeva sette anni di sacrifici, prima di potersene permettere un altro. Per lo stesso motivo, tra il XVII e XVIII secolo, la Repubblica di Venezia aveva leggi severe per chi rompeva un oggetto prezioso come uno specchio; chi rompeva uno specchio doveva riconsegnarne i pezzi alle fonderie del Doge e compilare una dichiarazione con giustificazione del fatto. Una seconda spiegazione riguarda il fatto che, essendo lo specchio un oggetto che mostra la nostra immagine, vederla distorta in uno specchio rotto era di cattivo auspicio. Per riparare a questa disgrazia sembrerebbero esserci due rimedi: mettere i frammenti dello specchio rotto in una bacinella d’acqua insieme ad una pietra trasparente, come il quarzo, per sette giorni e poi gettare il tutto (tranne la pietra preziosa) oppure gettare i frammenti dello specchio in un corso d’acqua dolce.

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5) Venerdì 17

Vedere che in un mese il 17 cadrà di venerdì non è una buona notizia e c’è chi non vorrebbe neanche uscire di casa se il calendario segna questa infausta data. L’origine deriva dall’unione di due elementi negativi come venerdì e 17. Nell’antica Grecia i pitagorici disprezzavano il numero 17, perché “disturbava” la successione dei numeri 16 e 18, numeri perfetti visto che rappresentavano i quadrilateri 4×4 e 3×6. Il 17 è un numero negativo anche nei testi religiosi: secondo l’Antico Testamento, il 17 del secondo mese sarebbe stato l’inizio del diluvio universale, mentre, secondo la Bibbia, Gesù morì di venerdì. Nell’antica Roma, nel 9 d. C., la diciassettesima legione fu sterminata, con la diciottesima e diciannovesima, nella foresta di Teutoburgo, dai Germani, e, da allora, quei tre numeri non furono più dati a nessuna legione. Inoltre, sempre nell’antica Roma, era usanza scrivere sulle tombe VIXI, cioè “ho vissuto” quindi “sono morto”; Nel Medioevo, a causa di un diffuso analfabetismo, questa scritta poi venne confusa con XVII (17 in numeri romani). Una curiosità: Cristoforo Colombo non credeva nelle superstizioni! Infatti egli partì da Porto Palos di venerdì, arrivò nella nuova terra di venerdì e rientrò a Porto Palos ancora di venerdì.

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6) Aprire l’ombrello in casa

Aprire l’ombrello in casa porterebbe male. La credenza ha diverse origini. La prima risale al Medioevo, quando il sacerdote dava l’estrema unzione con un ombrello nero che veniva aperto sopra la testa del malato. La seconda si collega al fatto che, sempre in passato, si apriva un ombrello in casa per ripararsi dall’acqua che filtrava da un tetto rotto. Questa era la condizione di chi viveva in povertà, quindi aprire un ombrello in casa significava augurarsi miseria. Infine, nell’Ottocento, gli ombrelli avevano una punta metallica, quindi aprirli in casa poteva essere molto pericoloso.

D’altra parte ci sono anche eventi “fortunati”, cioè che “portano bene”. Vediamone alcuni.

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1) Pestare un escremento per strada

Si dice che, in guerra, pestare un escremento attraversando i campi, era sicuramente una fortuna, perché significava che sotto di esso non ci poteva essere una mina. Da qui l’idea della fortuna legata al pestare un escremento per strada. Ma, fortuna o no, meglio non pestarlo, no?

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2) Trovare un quadrifoglio

La fortuna di trovare un quadrifoglio nasce semplicemente dalla rarità del fatto. Infatti, il quadrifoglio non è altro che un trifoglio che ha una quarta foglia in seguito ad una mutazione nel suo sviluppo. Se lo trovate, conservatelo in mezzo ad un libro.

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3) Coccinella che si poggia su di una persona

La coccinella porterebbe fortuna per il suo colore rosso. In antichità, il rosso era considerato un portafortuna sia in guerra sia in ambito medico. I medici consigliavano ai malati di reumatismi di indossare tuniche rosse per una pronta guarigione. In diverse regioni del Sud Italia, la coccinella è legata alla figura della Vergine Maria. La credenza nacque nel Medioevo, quando i contadini tedeschi pensarono che la coccinella fosse un dono della Madonna, piovuto dal cielo in loro soccorso, dopo un’epidemia di afidi, che distrusse la maggior parte dei loro raccolti. Essi la ribattezzarono “coleottero della Madonna”, nome che è stato ripreso in Italia nelle varianti “scarabeo della Madonna” e “gallinella del Signore”.

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4) Pioggia nel giorno del nostro matrimonio

Per questa credenza abbiamo un modo di dire che è “sposa bagnata, sposa fortunata”. Per ricercare la sua origine bisogna tornare indietro nel tempo, quando la pioggia era simbolo di prosperità per i campi coltivati. Così la pioggia durante un matrimonio indicherebbe abbondanza e fortuna per la nuova famiglia. Personalmente, credo che il modo di dire sia anche nato come parziale consolazione nel vedere la pioggia durante il nostro matrimonio!

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5) Vedere una stella cadente

Quando si vede una stella cadente si deve esprimere un desiderio. La credenza deriva dal fatto che la stella è un qualcosa di “celeste” che scende sulla terra, cioè qualcosa di immaginario che diventa realtà. Per questo è probabile che un desiderio, cioè qualcosa di immaginario, si avveri.

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6) Spegnere con un unico soffio tutte le candeline della torta di compleanno

Si dice che se si spengono tutte le candeline sulla torta di compleanno con un unico soffio bisogna esprimere un desiderio e questo si avvererà. Certo, più si va avanti con gli anni, più l’impresa sarà ardua.

Vediamo brevemente altre piccole azioni che “portano bene”: toccare ferro o incrociare le dita nella speranza che si avveri qualcosa; tenere del sale grosso in tasca; portare un piccolo corno rosso con sé; appendere un ferro di cavallo in casa. Durante l’ultimo dell’anno indossare almeno un indumento rosso e mangiare lenticchie. Modi di dire: “Fortunato al gioco, sfortunato in amore” (o viceversa); “ragno porta guadagno” (non uccidete i ragni!); “la fortuna è cieca” (perché non sceglie i suoi destinatari e arriva casualmente).

In conclusione, le superstizioni sono davvero numerose, ma un italiano ci crede sul serio? Vi dico soltanto che se chiederete ad un italiano se ci crede, questi vi risponderà che no, non ci crede, ma nel dubbio, meglio evitare!

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How many times have we said or heard: “It brings bad luck”? With this sentence, we show that we are a population of superstitious, that is we believe that objects or facts influence, in a negative or positive way, our life. Superstitions have very ancient origins; indeed, it seems that the Neanderthal Man created the first superstition and, since then, superstitions have never left us.

But what objects or events bring bad luck in the Italian culture?

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1) A black cat crossing your path

If a black cat crosses you path, it means that troubles are coming. The idea that a black cat brings bad luck dates back to the Middle Ages, when black cat was considered the faithful friend of witches and sorcerers; according to another hypothesis, black cats were boarded on pirate ships, because they could blend better in the dark to hunt mice. Then, when pirates stopped in towns to sack them, their cats moved around the city. For this reason, seeing them was a presage of bad luck.As for the belief of bad luck linked to the crossing of the path, this was probably born from the fact that if, in the past, when streets were not lit, a black cat crossed the path of horsemen, they risked to fall, as a result of the fear provoked to the horse.

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2) To walk under a ladder

Walking under a ladder leaned against a wall is a bad omen. To search for the origin of this belief, we must go back in time to the ancient Egyptians. The ladder leaned against the wall creates the image of a triangle, figure considered sacred exactly by the Egyptians. Walking under it meant “breaking” this sacred figure, and, then, causing the anger of the gods. The idea did not lose its credibility in the Christian era: the triangle reminded the trinity and, for the same reason, walking under it meant shattering its unity. According to other assumptions, a ladder leaning against a wall reminds the scaffold and it is a bad luck signal. Ladders, in addiction, were used in medieval times to attack castles. The soldiers who held the ladders were in a delicate position; indeed, to defend the castle, hot liquids were poured, beyond the walls, and these hot liquids hit the unfortunate soldiers who were under the ladders.

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3) To spill salt on the table

This belief comes from the value salt had in the past. Besides preserving food, salt was used to fight sodium and potassium deficiencies, so spilling it was the same of wasting a precious food. Salt was also considered magical and during the Middle Ages it was customary tracing salt lines out of the door of houses, to keep evil spirits at a distance. It was believed, indeed, that, by doing so, the spirits would have to count the grains of salt one by one before being able to enter. We must not forget also that, in the past, soldiers were paid with salt and from here we have the word “salary”. What should we do if, carelessly, we spill salt on the table?Simply throw a pinch of it behind your left shoulder to cancel bad luck, at any rate that seems to work!

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4) To break a mirror

It is said that breaking a mirror brings seven years of trouble. This belief originated in ancient Rome. At that time mirrors were objects of value (on their bases, before putting the glass, a layer of gold or silver was spread as a reflective) and breaking one of them was a serious economic loss which caused seven years of sacrifices, before you were able to buy another one. For the same reason, between the seventeenth and eighteenth centuries, the Republic of Venice made strict laws for those who broke a precious object like a mirror; whoever broke a mirror had to returned its pieces to the Doge’s foundries and complete a declaration with a justification of the fact. A second explanation concerns the fact that, being the mirror an object that shows our image, seeing it distorted in a broken mirror was a bad omen. There seems to be two remedies to repair this misfortune: putting the broken mirror fragments together with a transparent stone, such as the Quartz, in a basin of water for seven days, and then throw it all (except the precious stone) or throwing the mirror fragments in a course of freshwater.

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5) Friday 17

Seeing that in a month the 17th will be on Friday is not a good news and some people don’t even want to go out if the calendar marks this ominous date. The origin comes from the union of two negative elements such as Friday and 17. In ancient Greece the Pythagoreans despised the number 17, “to disturb” the succession of 16 and 18, perfect numbers because they represented the 4×4 and 3×6 quadrilaterals. 17 is a negative number also in religious texts: according to the Old Testament, the 17th of the second month was the beginning of the great flood while, according to the Bible, Jesus died on Friday. In ancient Rome, in 9 A. D., the seventeenth legion, together with the eighteenth and the nineteenth ones, were destroyed, in the Teutoburg Forest, by the Germans, and, since then, those three numbers were not given to any legions. Furthermore, in ancient Rome, it was customary to write the symbol VIXI on graves, which meant “I have lived” so “I am died”; in the Middle Ages, due to widespread illiteracy, this symbol was confused with the symbol XVII (17 in Roman numbers). One curiosity: Christopher Columbus did not believe in superstitions! Indeed, he departed from Porto Palos on Friday, he arrived at the New Land on Friday and he returned to Porto Palos again on Friday.

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7) To open an umbrella indoors

Opening an umbrella indoors brings bad luck. The belief has different origins. The first one dates back to the Middle Ages, when the priest gave the last rites with a black umbrella opened above the head of the patient. The second one is linked to the fact that, again in the past, people would open an umbrella indoors for shelter from the water that entered from a broken roof. This was the condition of those who lived in poverty, then opening an umbrella indoors meant misery. In the end, in the nineteenth century, umbrellas had a metal point, so opening them indoors could be very dangerous.

On the other hand, there are also lucky events, that is events which brings good luck. Some of them are:

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1) To step in excrement

It is said that in war, stepping on excrement while crossing fields, was definitely a good thing. It meant that below it, there could not be a mine. Hence the idea of fortune is tied to stepping in an excrement in the street. But, fortune or not, better not to step in it, right?

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2) To find a four-leaf clover

The good fortune in finding a four-leaf clover derives simply from the rarity of the event. Indeed, the four-leaf clover is nothing but a clover with a fourth leaf as a result of a mutation in its development. If you find it, you should keep it in the middle of a book.

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3) A ladybug that rests on someone

A ladybug brings good luck for its red color. In the past, the color red was considered a good luck charm both in war and in the medical field. Doctors advised the sick of rheumatism to wear red tunics for a speedy recovery. In many regions of the Southern Italy, the ladybug is linked to the figure of the Virgin Mary. This belief was born in the Middle Ages, when German farmers thought that ladybugs were a gift from the Virgin Mary. They came from heaven to rescue them, after an outbreak of aphids, which destroyed most of their crops. They renamed it “Beetle of Our Lady”, a name that has been taken in Italy in the variants “beetle of Our Lady” and “hen of the Lord.”

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4) Rain on your wedding day

For this belief we have a saying that it is “wet bride, lucky bride.” To find out the origin of this idea we must go back in time, when rain was a symbol of prosperity for cultivated fields. So if it rains during a marriage, it indicates abundance and good fortune for the new family. Personally, I think the way of saying was also born as a partial consolation for seeing it is raining during our wedding day!

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5) To see a shooting star

When you see a shooting star you have to make a wish. The belief comes from the fact that the star is a “celestial” thing that falls on the Earth, which is something imaginary that becomes reality. For this reason it is likely that a wish, which is something imaginary, will come true.

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6) To blow out all the candles on the birthday cake in one breath

It is said that if you blow out all the candles on the birthday cake in one breath, you have to make a wish and this wish will come true. Of course, the older you are, the more the challenge will be arduous.

Briefly, other small actions that “bring good luck”: to touch iron (equivalent: to knock on wood) or to cross your fingers in the hope something will come true; to keep some cooking salt inside your pocket; to carry a small red horn with you; and to hang a horseshoe at home. During New Year’s Eve, wear something red and eating lentils. Idioms : “lucky in playing (equivalent: lucky at cards), unlucky in love” (or vice versa); “a spider brings money” (so do not kill spiders!); and “fortune is blind” (because it doesn’t choose its recipients and it comes randomly).

In conclusion, there are many superstitions, but do Italians seriously believe in them? I will only tell you that if you ask Italians if they believe in them, they will tell you that no, they do not believe in them, but when in doubt, it is better to follow them!

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